Cucchi, un diabolico intreccio…

Pubblicato data/ora nov 4, 2014 | 0 commenti...

In che Paese ci siamo ridotti a vivere? Nella violenza, nella menzogna, nell’ingiustizia! Ancora riecheggia in radio, telegiornali, quotidiani, la tragica vicenda di Stefano Cucchi. Un diabolico intreccio di coperture, bugie, intrighi. Uno Stato che non riesce a fare chiarezza e una magistratura in cerca di prove. E assolve.

Chiariamoci un attimo le idee. A parte il pasticcio dei Carabinieri che schedano come libanese senza fissa dimora, un  italianissimo con tanto di famiglia e casa nel Paese e che, forse, se non fosse stato per questo errore madornale  sarebbe ancora vivo, va tenuto presente che allorché una persona viene presa in custodia dall’amministrazione giudiziaria e carceraria, questa viene monitorata in tutto il suo tragitto. Ditemi allora com’è che nessuno sa cosa sia accaduto al giovane. Viene arrestato sano e, dopo, finisce in ospedale, gonfio di botte, pestato a sangue. Qualcuno deve avergliele date – e con accanimento – per averlo ridotto nelle condizioni che tutti abbiamo visto dalle foto.  E i medici del Sandro Pertini, prima condannati, poi assolti? Che ruolo hanno avuto in tutta la vicenda? E gli infermieri dov’erano? Sono loro, più dei medici, a sorvegliare i malati. Sono stati sentiti?

Di certo, da qualche parte c’è qualcuno o, più di uno, come è facile pensare, al quale ha fatto comodo la morte del povero Stefano: ora, non può più raccontare la sua versione dei fatti.

Un plauso al procuratore capo, Giuseppe Pignatone, che si è detto pronto a riaprire il caso se dovessero emergere delle novità. Il punto è che nessuno vuole che queste “novità” vengano fuori.

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