L’Italia dei disastri annunciati…

Pubblicato data/ora ago 7, 2014 | 0 commenti...

Diversi anni fa scrissi un articolo “Prevenire… dopo” nel quale spiegavo come in Italia sia quasi codificato il fatto che le Istituzioni intervengono solo dopo che è accaduto qualcosa di particolarmente infausto. Non si pensa mai a prevenire, ma si interviene a tamponare un rischio… dopo, quando il fatto è già accaduto.

Per esempio, in un incrocio pericoloso di una città, prima ci scappa il morto e dopo si mette il semaforo. Un “vizio” italiano che non si riesce ad estirpare: l’incuria.

L’ultimo caso è la strage di Rofrontolo (quattro morti), figlia di indicibili e superficiali assalti al territorio.  La situazione era nota e il pericolo annunciato dalla stampa a causa di migliaia di ettari di bosco rasi al suolo. Neanche i frequenti  smottamenti sono stati presi in considerazione.

 Dopo i morti si “scopre” lo scandalo… ma vah!

Ecco l’Italia dei disastri annunciati e dei rimedi tardivi: 5 novembre 1994. Straripano il Tanaro e il Po. Allagano Asti, Alba e Alessandria: 70 vittime. Si stanziano 3,5 milioni di euro.

5 maggio 1998. Due milioni di metri cubi di fango si riversano su Sarno. Bilancio 137 morti. Vengono stanziati 600 milioni di euro.

1° ottobre 2009: Colate di fango travolgono nel Messinese Scaletta Zanclea e Giampilieri Superiore. 37 morti. Stanziamento di 160 milioni di euro.

25 ottobre 2011. Esondano fiumi tra Liguria e Toscana. 12 morti. Stanziati 65 milioni di euro.

18 novembre 2013. Sardegna. In questo caso sono le furie della natura a causare il disastro. I danni ammontano a 650 milioni di euro. Ne vengono stanziati 153, ma non tutti, ad oggi, sono stati erogati.

I tanti milioni di euro stanziati… dopo, non potevano servire a prevenire i rischi. In molti casi si sapeva già del pericolo. Vallo a dire alle centinaia di persone che hanno perso la vita. La prevenzione, in qualsiasi campo, in Italia è la Cenerentola.

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