Nel “mondo” dopo l’eremitaggio

Pubblicato data/ora ott 11, 2014 | 0 commenti...

Carissimi Amici,
scusate la mia assenza, ma ho fatto “l’eremita” per lavorare al mio nuovo libro, in un posto, sotto l’Etna, dove è stato impossibile il collegamento Internet, almeno con la mia chiavetta.  E … mi sono fratturato anche un piede. Niente male: silenzio assoluto e immobilità. Tornato nel “mondo”, piede non guarito, sono tornato, credetemi, con sofferenza, a trattare i problemi che gravano come un macigno su tutti noi.

Per noi italiani problemi su problemi. Con l’Europa. Anni fa, l’unione degli stati europei mi appariva come un grande traguardo da raggiungere. Quando si formò il primo nucleo UE, mi dissi che il traguardo di una grande coalizione di stati sarebbe stata la fortuna di tutti. Non perché, come dicevano molti, si sarebbero evitati scontri bellici come accaduto in passato (una guerra è oggi difficile iniziarla), ma perché una grande unione poteva dimostrarsi competitiva di fronte a nazioni di altri continenti. Molta acqua, moltissima, è passata sotto i ponti UE, ma ancora non si vedono benefici, anzi.

Con la moneta unica, con i ferrei trattati, stupidamente firmati, proprio stupidamente, ci siamo ingolfati in un’avventura che difficilmente, se non si cambiano le norme,  e la nazione leader dell’UE, la Germania, non intende cedere perché con l’UE è il solo Paese che detta legge e che ci ha guadagnato miliardi di euro, a scapito delle nazioni deboli. E si vuole che restino deboli.

Chi non è addentro ai traffici di eurolandia, è difficile che si accorga della triste situazione che si creata, di chi ci sta guadagnando e chi ci sta dando il proprio sangue.  E i popoli come l’Italia – che ha fatto molto di suo per arrivare alla situazione attuale – crollano.

Mi dispiace dire che la politica portata avanti da Renzi non credo possa dare i frutti sperati. Non è mettendo nella busta dei lavoratori altri 100 euro, togliendole alla aziende, già in profonda crisi di liquidità, che i consumi ripartiranno.

 Ho la sensazione che siamo in uno stallo che non può essere colmato dall’oratoria del Premier. Gli italiani si stanno accorgendo che molte sono parole al vento. E ho anche paura che i membri del suo governo non siano tutti all’altezza del delicato compito loro assegnato. Non è pessimismo, ma constatazione dei fatti.

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