Rischiano ogni giorno la vita: maggiore rispetto!

Pubblicato data/ora set 6, 2014 | 0 commenti...

Carissimi amici, scusate la mia assenza involontaria di questi giorni. Un incidente ad una mano non mi ha permesso di digitare la tastiera.

Matteo Renzi, il presidente del Consiglio con tanta voglia di fare (ma spesso la voglia non basta), com’è noto, ha “spostato” la sua “rivoluzione” nel tempo: mille giorni, tre anni. Traguardo lontano per un Paese al tracollo: basta documentarsi.

In alcune cose, soprattutto nei rapporti con l’Europa, ho dato del bravo a Renzi, ma ieri sono rimasto sbalordito, come penso lo siano rimasti molti italiani, nel constatare il tono duro del giovane Premier nei riguardi delle Forze dell’Ordine, quei giovani e meno giovani tutori della legge ai quali dovrebbe andare tutto il nostro riconoscimento.

Persone che, giornalmente, mettono a repentaglio la vita per la comunità, nella lotta alla delinquenza e alla criminalità organizzata. Senza di loro ne saremmo sommersi.

D’accordo sul fatto che le parole dei  rappresentanti di queste forze sono state pesanti, ma va anche compreso il loro stato d’animo. Pioggia, vento, solleone, sono sempre sulla strada per stipendi magri, magrissimi (la maggior parte guadagna 1.300 euro al mese dopo 15 anni di servizio). Un lavavetri “appostato” ai semafori ne guadagna di più). Il loro stipendio è fermo al 2010. Da non crederci! Hai una promozione? Non ti tocca un euro. Il tuo stipendio è sempre quello di quattro anni fa. A chi viene trasferito, spesso non viene assicurato un alloggio per vivere fuori sede e alcuni dormono in auto.

La vogliamo finire di chiamarci popolo civile? Vuole il signor Renzi guardare meglio ai bisogni dei cittadini, al di là dei discorsi? Gli italiani gli hanno dato un mandato. Dimostri di esserne degno…

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