Senza l’Europa non si stava meglio?

Pubblicato data/ora lug 29, 2014 | 0 commenti...

In Italia, dal dopoguerra in poi, non si era mai vista tanta miseria. Le procedure di sfratto sono arrivate  a percentuali mai raggiunte in passato. Con la lira si viveva meglio. Non che i poveri non ci fossero, ma non nella percentuale oggi raggiunta. Le fabbriche, le aziende, non chiudevano al ritmo attuale.

Molte ditte avevano l’orgoglio di essere italiane. Ora, le principali sono quasi tutte in mano al capitale straniero. L’euro, voluto fortemente dal governo Prodi, che fece i salti mortali per entrare nell’UE quando non ne rispettavamo i parametri richiesti (impose anche una tassazione speciale: la tassa per l’Europa), portò uno squilibrio enorme.

Venne accettata la conversione tra lira ed euro in maniera completamente sbagliata e qualsiasi forma di introito venne dimezzata. Le mille lire di una volta valsero 50 centesimi. Diecimila lire 5 euro. Una pazzia.

Ora, siamo arrivati al limite del tracollo. Il governo Renzi non riesce a fare un passo fuori dalla crisi, il PIL non cresce, il deficit si avvicina al 3 percento, un limite invalicabile secondo le regole UE. E l’Italia rischia una procedura per debito eccessivo. Una tragedia.

Con la lira e la sovranità monetaria (cosa che non abbiamo più) nei periodi difficili si passava a svalutare la moneta nazionale e le esportazioni ripartivano. Oggi, ad esportare bene è solo la Germania che con l’Euro ci ha guadagnato.

In una situazione drammatica come quella che attraversiamo, che fanno i nostri parlamentari? Invece di fare fronte comune e salvare la nazione, litigano a chi deve tirare la coperta dalla sua parte. E l’Italia resta nuda. Fino a quando vogliamo farci del male?

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